Lanciano
Lanciano è un comune di 36.228 abitanti della provincia di Chieti.
Geografia
Il centro cittadino è situato a 265 m slm, ma l'altitudine del suo territorio varia da 33 m (contrada Serre, vicino al fiume Sangro) a 410 m (frazione San Nicolino, al confine con Castel Frentano).
Il territorio del Comune di Lanciano si situa in quella fascia di colline che dalle pendici della Majella digrada verso il mare. Verso sud, arriva a confinare col fiume Sangro. Inoltre, è attraversato dal torrente Feltrino, che scorre poco a nord del centro storico. Quest'ultimo è arroccato su tre colli (Erminio, Petroso e Selva), mentre lo sviluppo successivo è avvenuto sui terreni prevalentemente pianeggianti a sud di questi.
Storia
Le origini
Le origini di Lanciano affondano nel mito. La tradizione vuole che sia stata fondata nel 1181 AC da Solimo, profugo troiano approdato in Italia insieme ad Enea, col nome di Anxanon o Anxia (dal nome di un compagno morto in guerra). Al di là dell'epica, la datazione potrebbe essere verosimile: infatti, alcuni ritrovamenti archeologici dimostrerebbero che il sito di Lanciano è stato abitato con continuità dal XII secolo AC. Nei dintorni, inoltre, sono state rinvenute tracce di insediamenti neolitici fin dal V millennio AC.
Secondo le notizie di alcuni storici romani (Varrone, Livio e Plinio il Vecchio), in seguito Lanciano fu capitale del popolo Frentano, gente di stirpe sannitica che occupò l'area costiera tra il Pescara ed il Fortore a partire dal V secolo AC. In quest'epoca, probabilmente, subì l'influsso culturale dei Greci, che allora controllavano i traffici commerciali sulla sponda orientale dell'Adriatico. Tra il IV secolo AC ed il III secolo AC i Frentani presero parte alle guerre sannitiche, finendo per diventare alleati dei Romani nel 304 AC. Essi rimasero fedeli a Roma durante le guerre puniche, mentre furono tra i fautori della Lega Italica nella guerra sociale del 90 AC. Nella divisione augustea dell'Italia, Lanciano fu ascritta alla tribù Arniense, all'interno della V Regio Sabina et Samnium, con lo status di municipium (ciò è testimoniato da una lapide tuttora conservata nel Palazzo del Municipio). In quest'epoca dovette conoscere una buona prosperità grazie alle sue fiere, dette nundinae.
Fin dall'età antica, Lanciano ha dovuto la sua prosperità al commercio. Questa vocazione le deriva da una collocazione "strategica": è a pochi chilometri dal mare ma è in collina, quindi meglio difendibile; inoltre, è vicino ad un'antichissima rotta commerciale che collegava la Puglia all'Italia settentrionale già in età preromana. Questo tracciato, probabilmente nato come tratturo per la transumanza delle greggi, in epoca romana divenne una strada (forse la via Traiana) che partiva da Hostia Aterni (l'attuale Pescara) ed arrivava fino in Puglia passando per Ortona, Lanciano e Vasto.
Il Medioevo
Con il crollo dell'Impero Romano, Lanciano subì saccheggi dai Goti. In seguito, con l'invasione dell'Italia da parte dei Longobardi, fu conquistata e rasa al suolo (probabilmente nel 571). I nuovi dominatori costruirono un castello sul colle Erminio, intorno al quale cominciò a ricostituirsi un nucleo abitativo. Da questo trarrà origine il più antico quartiere medioevale, chiamato Lancianovecchia. Nel 2006, degli scavi archeologici hanno riportato alla luce alcune vestigia della città romana, tra cui il decumano, che passava proprio sopra il colle Erminio: ciò ha mostrato che tra la città antica e quella medioevale c'è stata una sostanziale continuità.
Lanciano rimase fedele ai Longobardi nelle guerre che li opposero ai Bizantini, ma dovette subire la conquista di questi ultimi nel 610. Sotto i Bizantini la città fu aggregata al ducato di Teate (Chieti). Questa nuova dominazione, comunque, consentì alla città di riprendere i propri traffici commerciali.
Sul finire dell'VIII secolo, Lanciano fu conquistata dai Franchi, i quali la aggregarono al ducato di Spoleto e, poi, a quello di Benevento. In seno a questi ducati, la città era stata ordinata come gastaldato, cioè come città governata da un funzionario nominato direttamente dal re e non soggetta a nessun feudatario.
Nel 1060 fu annessa dai Normanni all'istituendo Regno di Sicilia (che diverrà Regno di Napoli nel 1372). Di fatto, Lanciano seguì le vicende politiche e dinastiche di questo regno fino all'Unità d'Italia. Estinta che fu la dinastia Normanna, vide il susseguirsi delle dominazioni degli Svevi, degli Angioini e degli Aragonesi.
Superati gli anni bui, Lanciano prosperò grazie al rifiorire delle sue fiere (una in maggio ed una in settembre), tanto da diventare, nel Trecento, il più grande centro abitato d'Abruzzo (6500 abitanti nel 1340). La sua importanza come emporio fu riconosciuta conferendole lo status di terra demaniale, cioè di città non sottoposta a nessun feudatario, ma amministrata direttamente dal re. Questo privilegio le fu accordato nel 1212 dall'imperatore Federico II di Svevia e fu confermato e reso perpetuo nel 1259 da Manfredi, re di Napoli. Ad esso si accompagnava l'esenzione delle merci da dazi e dogane ed il diritto di eleggere un magistrato, il Mastrogiurato, che durante le fiere deteneva i poteri normalmente in mano al Giudice Regio. Ciò testimonia che questa città, pur non essendo mai stata un libero comune, godette per secoli di ampia autonomia amministrativa: fin dalla dominazione dei Franchi non era stata soggetta a feudatari, ed aveva diritto di eleggere il suo Sindaco ed i suoi magistrati e di gestire autonomamente i suoi commerci.
Nelle numerose contese tra feudatari e regnanti che segnarono l'età medioevale, Lanciano si schierò quasi sempre con i regnanti, ricavandone benefici di natura economica e territoriale. Una rivalità particolare si instaurò con la vicina città di Ortona, che era il porto preferenziale per l'afflusso delle merci alle fiere, a causa dei dazi che questa città imponeva sulle merci che vi transitavano. Sul finire del XIV secolo Lanciano ottenne dall'Abbazia di San Giovanni in Venere la concessione per costruire un porto a San Vito: ciò fu motivo di nuove guerre con gli ortonesi, composte solo dalla mediazione di San Giovanni da Capestrano nel 1427. Nel 1441 re Alfonso V d'Aragona ripagò l'appoggio avuto contro gli Angioini concedendo a Lanciano il diritto di battere moneta mediante l'istituzione di una Zecca. In quest'epoca la città arrivò a possedere più di 40 feudi.
Fin dal Medioevo, a Lanciano sorsero molte industrie: in primo luogo, fabbriche di tele finissime e di stoffe di lana e seriche. Nel XV secolo si affermarono molte altre produzioni: le ceramiche, la fabbricazione degli aghi, l'oreficeria e l'industria del ferro, dei bronzi, dei cuoi e delle pelli. Un riconoscimento dell'importanza raggiunta fu l'istituzione, nel 1515, di una diocesi distinta da quella di Chieti, poi elevata ad arcidiocesi nel 1562.
L'età moderna
Nel 1520 la corona di Napoli fu aggregata a quella di Spagna dall'imperatore Carlo V d'Asburgo. Questi combatté numerose guerre con Francesco I, re di Francia, per il predominio sull'Italia, uscendone infine vincitore nel 1544 (pace di Crepy). Lanciano si schierò con Francesco I: per questo, il nuovo sovrano la punì sottraendole molti dei suoi feudi. A quest'epoca si può ascrivere l'inizio di una fase di declino per l'economia lancianese. Una prima causa di ciò va ricercata nel nuovo assetto politico, con un viceré spagnolo sul trono di Napoli. Quella che è ricordata come una cattiva amministrazione ebbe i suoi effetti anche su Lanciano, che, nel suo piccolo, si impoverì a causa dell'incapacità amministrativa dei Capitani del Popolo spagnoli e dei forti tributi imposti. Contemporaneamente, la città risentì di un fenomeno geopolitico su scala mondiale: dopo la scoperta dell'America, i grandi traffici commerciali cominciarono a spostarsi dal Mediterraneo all'Atlantico. L'Italia peninsulare venne così a perdere il suo ruolo centrale nei commerci e subì una progressiva decadenza. Il regno di Napoli, persa la sua autonomia, si ridusse ad una pedina di scambio nelle contese tra le grandi potenze europee. A causa della sua posizione di frontiera, l'Abruzzo soffrì particolarmente per queste contese, che videro opposti spagnoli e francesi per tutti il XVI ed il XVII secolo e sfociarono nella guerra aperta tra spagnoli ed austriaci all'inizio del XVIII secolo.
Il momento peggiore fu nel 1640: Lanciano perse i suoi privilegi di città demaniale, fu creata baronia e fu venduta al duca Castro di Pallavicini dal viceré di Napoli, Medina las Torres, senza l'assenso del re. Nel 1646, poi, venne ceduta al Marchese d'Avalos del Vasto. Il vassallaggio durò più di un secolo e portò un notevole impoverimento della città, vessata dai nuovi padroni. Le sue fiere, per di più, dal 1718 subirono la concorrenza diretta del nuovo mercato franco di Senigallia. Nonostante le numerose ribellioni, Lanciano riacquistò la sua libertà solo nel 1778, dopo l'ascesa al trono di Napoli dei Borboni.
Dall'Ottocento ad oggi
Nell'Ottocento la città partecipò attivamente ai moti risorgimentali, a partire dalla Repubblica Partenopea del 1799 fino ad una serie di sollevazioni nel 1848, 1849 e 1853. Questi episodi le valsero la qualifica di città fellone da parte della polizia borbonica. Nel 1860 votò all'unanimità l'adesione all'Italia unita. Anche in questi anni, seppur con fasi alterne, continuò lo sviluppo della sua economia basata su commerci, artigianato, piccola imprenditoria. All'inizio del 1900 arrivò a contare 18000 abitanti.
Nella storia del Novecento di Lanciano, una pagina molto importante è quella dell'adesione alla Resistenza. Subito dopo l'occupazione nazista, tra il 5 ed il 6 ottobre 1943, alcuni gruppi di giovani lancianesi presero le armi contro gli invasori e li impegnarono in due giorni di combattimenti. Alla fine dell'insurrezione ebbero perso la vita 11 ragazzi. Altri 12 civili sarebbero stati uccisi nelle rappresaglie dai nazisti. Questo episodio segnò l'inizio della partecipazione attiva di tutta la cittadinanza alla Resistenza, motivo per il quale Lanciano è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valore Militare dal presidente Einaudi nel 1952.
Economia
Il commercio ha sempre avuto un ruolo importante nella storia di Lanciano, a partire dalle già citate fiere. Tuttora, Lanciano è sede di un complesso fieristico di rilevanza nazionale. Inoltre, è il punto di riferimento commerciale per tutto il suo comprensorio (ingrosso e grande distribuzione).
Negli anni Settanta, in Val di Sangro sono stati costruiti di alcuni grandi insediamenti industriali (Fiat, Honda, Piaggio, ecc.), che hanno portato anche allo sviluppo di un folto indotto di piccole e medie imprese specializzate. Grazie a questi investimenti, la Val di Sangro è diventata la prima zona industriale d'Abruzzo. Tutto ciò ha portato notevoli ricadute economiche anche per Lanciano e comuni limitrofi.
Non va trascurato il ruolo dei settori tradizionali: l'agricoltura e l'artigianato. La prima si basa sulla coltivazione di ulivi e vigne, da cui deriva una buona produzione di olio e vino. Il secondo sta ritornando in auge soprattutto per quanto riguarda le terrecotte, un settore in cui Lanciano vanta una tradizione secolare.
Cultura
Monumenti ed istituzioni
Chiese
Basilica della Madonna del Ponte (Cattedrale)
Si chiama così perché è costruita su un ponte a tre archi (il Ponte di Diocleziano). Nel 1088, restaurando il Ponte dopo un terremoto, si ritrovò un'antica statua della Madonna col Bambino: l'evento, ritenuto miracoloso, portò a ribattezzare questa icona Madonna del Ponte e fu costruita una cappella per custodirla sul ponte stesso. Verosimilmente, la statua è un'antica icona bizantina, murata in un arco del ponte nell'VIII secolo per sottrarla agli iconoclasti.
La crescente devozione popolare portò, sul finire del XIV secolo, a costruire in luogo della cappella una chiesa che coprì interamente il ponte. Nel 1513 fu ampliato anche il ponte, costruendo l'attuale Corridoio. La chiesa visibile oggi è stata edificata tra il 1785 ed il 1788. La facciata fu iniziata nel 1800 ed è rimasta incompiuta nella parte superiore. A sinistra della chiesa sorge la Torre Campanaria, alta 37 metri, realizzata tra il 1610 ed il 1614.
La Basilica è di impianto neoclassico, anche se alcune decorazioni tradiscono residui del gusto rococò. L'interno è costituito da una sola navata, circondata da semicolonne corinzie giganti. La volta e le cupole sono affrescate. In una nicchia al centro dell'altare maggiore è situata la statua della Madonna del Ponte.
Santa Maria Maggiore
È ritenuto uno dei monumenti più importanti d'Abruzzo. Costruita nel 1227 secondo i dettami dell'architettura borgognona-cistercense, nel 1540 fu ampiamente rimaneggiata secondo il gusto barocco (con l'aggiunta di due navate e di stucchi e decorazioni). Nel 1968 un restauro la riportò alla struttura originaria. Sono artisticamente notevoli la facciata, il portale principale (aggiunto nel 1317) ed il piccolo portale laterale. L'interno è stato ripristinato alla semplicità delle linee del gotico borgognone, con tre navate divise da colonne agili e sormontate da volte a crociera.
San Francesco
Questa chiesa fu edificata nel 1258 al posto di una precedente, risalente al VII secolo e dedicata ai Santi Legonziano e Domiziano. L'interno è stato recentemente ripulito dai rimaneggiamenti barocchi ed è tornato alla pulizia delle linee originarie. Sull'altare maggiore si possono vedere le reliquie del Miracolo Eucaristico.
San Nicola di Bari
Fu costruita nel XIV secolo.
Sant'Agostino
Chiesa edificata nel 1270. La facciata conserva il portale ed il rosone originali, mentre l'interno, ad una sola navata, è stato rimaneggiato in epoca barocca (XVII secolo).
San Biagio
È la chiesa più antica della città: risale, probabilmente, al 1059. Di impianto romanico, è caratterizzata dalla semplicità delle decorazioni. Il campanile è di epoca successiva (1340).
Edifici storici
Botteghe medioevali
Rappresentano l'edificio per uso civile più antico della città. È una casa su due piani: al piano terra (tuttora adibito a negozio) presenta due portoni, uno ogivale e l'altro con architrave. Una lapide ricorda Nicolaus Rubeus me fecit... e testimonia l'anno di costruzione: 1434.
Palazzo dell'Arcivescovado
Porta San Biagio
Risale all'XI secolo. È l'ultima superstite delle nove porte che facevano parte della cinta muraria della città, che fu abbattuta all'inizio del XX secolo per favorire l'espansione urbana. Arroccata su di un costone molto ripido, è dotata di una luce di dimensioni ridotte sormontata da un arco a sesto acuto.
Teatro Comunale "F. Fenaroli"
Fu edificato nel 1842. La facciata è in stile neoclassico: vi spicca un portico retto da quattro grandi colonne doriche. Dopo un lungo restauro, da alcuni anni è di nuovo agibile e vi si tengono gli spettacoli della stagione teatrale della città.
Torri Montanare
Sono un residuo dell'antica cinta muraria (XI secolo). Il nome deriva dalla presenza di due torri vicine tra loro (un massiccio torrione angolare esterno ed una torre d'avvistamento alta e snella, interna alle mura - quest'ultima del XV secolo) e dalla posizione molto panoramica (la vista spazia dal massiccio della Majella al Gran Sasso, passando per tutte le colline vicine ed arrivando fino al mare).
Musei
Museo Civico
Museo Diocesano
Casa-museo di Federico Spoltore
È la casa natale del pittore Federico Spoltore, in cui questi trascorse anche gli ultimi anni della sua vita. Raccoglie varie opere dell'artista ed una quantità di "cimeli" antichi.
Tradizioni e ricorrenze
Tradizioni della Pasqua
I sepolcri
La processione del Venerdì Santo
L'incontro dei Santi
Il Settembre Lancianese
Sant'Egidio
Il Mastrogiurato
Il Dono
I giorni di Feste
La Squilla
Altre manifestazioni
L'Estate Musicale Frentana
Storie di Lanciano
Curiosità: l'origine del nome
Il nome di matrice italica Anxanon è stato naturalmente inteso dai Romani come Anxanum. In seguito, nel corso del Medioevo, seguendo il processo di volgarizzazione del latino anche il nome della città si è evoluto fino alla forma attuale. Già in epoca tardo-imperiale è testimoniata la caduta della "m" finale dell'accusativo nella lingua parlata, fenomeno che cambia Anxanum in Anxano. Ai secoli bui del medioevo dovrebbe risalire, poi, la semplificazione in Anciano.
La "L" iniziale è dovuta all'assorbimento dell'articolo determinativo nel nome, come nel caso de L'Aquila. Ciò è testimoniato anche dal dialetto: infatti, un'espressione come "questa Lanciano" in dialetto suona "st'Anciane".
Cassio Longino soldato romano di Lanciano
Un'antica tradizione vuole che Longino, il soldato romano che trafisse con una lancia il costato di Gesù crocifisso, fosse originario di Lanciano. Secondo questa versione dei fatti, Longino si sarebbe convertito al cristianesimo assistendo al martirio del Cristo. In seguito, avrebbe collaborato all'attività degli apostoli, sarebbe diventato diacono e sarebbe tornato nella sua città natale a predicare il Vangelo. Dovette subire il martirio per opera di emissari del Sinedrio, che lo decapitarono e portarono la sua testa a Gerusalemme per testimoniarne la morte. I fedeli gli avrebbero intitolato una chiesa, che sarebbe poi diventata quella, storicamente attestata, di San Legonziano, in cui avvenne il Miracolo Eucaristico.
Il Miracolo Eucaristico
Intorno al 700, a Lanciano si è verificato il primo Miracolo Eucaristico che la storia della Chiesa Cattolica ricordi. Il racconto ci è stato tramandato da una pergamena del XV secolo: vi si narra che, durante una funzione religiosa nella chiesa dei Santi Legonziano e Domiziano, il monaco basiliano che officiava il rito dubitò della presenza di Cristo nell'eucarestia. Accadde allora che l'ostia divenne carne ed il vino si tramutò in sangue.
Le reliquie del Miracolo sono conservate nella chiesa di San Francesco, sorta nell'XI secolo sul luogo di quella in cui avvennero i fatti. L'ostia di carne ed il calice con i cinque grumi in cui si è rappreso il sangue sono oggetto di pellegrinaggio da parte di centinaia di migliaia di persone ogni anno. Queste reliquie sono state analizzate più volte da autorevoli scienziati. Gli ultimi esami risalgono al 1970: in breve, è risultato che l'ostia è di vera carne umana (tessuto del miocardio) ed il sangue è anch'esso vero sangue umano; inoltre, entrambi appartengono al gruppo AB. Ma il dato più sorprendente, di fronte al quale la scienza non è riuscita a dare spiegazioni, è la perfetta conservazione della carne e del sangue dopo dodici secoli di esposizione all'aria aperta.
tratto da: http://it.wikipedia.org/wiki/Lanciano