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Sud africa

Sudafrica

Il Sudafrica è una repubblica situata nella punta meridionale dell'Africa. Confina a nord con la Namibia, il Botswana e lo Zimbabwe, a nord-est col Mozambico e lo Swaziland; il Lesotho è contenuto interamente all'interno dei suoi confini. Si affaccia inoltre sull'Oceano Atlantico e su quello Indiano. Il Capo di Buona Speranza, situato nei pressi di una delle capitali, Città del Capo, rappresenta delimita il confine fra i due oceani.

Storia

Preistoria e scoperta degli europei
I notevoli ritrovamenti fossili di Sterkfontein, Kromdraai e le caverne di Makapansgat indicano che vari australopiteci (Australopithecus) si sono evoluti in Sudafrica fin da 3 milioni di anni fa circa. I fossili di ominidi sudafricani principali comprendono il Bambino di Taung, la "sig.ra Ples" e recentemente lo scheletro di "Little Foot".
A queste scimmie antropomorfe sono seguiti varie specie di Homo, inclusi Homo habilis, Homo erectus e Homo sapiens sapiens.

Uomini dell'età del ferro entrarono a sud del fiume Limpopo, nell'odierno Sudafrica, tra il quarto e il quinto secolo, ed erano agricoltori. Si sono mossi lentamente verso il sud nella provincia Kwazulu-Natal fino al 1050. Arrivarono fino al Fish River, nell'odierna provincia del Capo Occidentale. Queste popolazioni dell'età del ferro hanno spinto sempre più a sud i cacciatori-raccoglitori lì residenti.

Scoperto nel 1486 da Bartolomeo Diaz, alla ricerca di una via orientale alle Indie, il Capo di Buona Speranza fu per un secolo e mezzo appoggio portoghese alla via delle Indie.

Quando arrivarono i primi coloni olandesi nel 1652 il Sudafrica era abitato da Khoi, San, Xhosa, Zulu e varie tribù indigene.

La prima colonizzazione olandese
La storia scritta del Sudafrica comincia nel 6 aprile 1652, quando un centro di coloni si stabilì a Capo di Buona Speranza ad opera di Jan van Riebeeck e per conto della Compagnia delle Indie Olandesi. Per la maggior parte del XVII e XVIII secolo, l'insediamento si espanse lentamente sotto il dominio olandese. La colonia del Capo era costituita da calvinisti europei, soprattutto dei Paesi Bassi, ma anche di tedeschi, ugonotti francesi, scozzesi ed altri; la fusione di questi popoli diede vita ad uno nuovo: i Boeri o Afrikaners.

I coloni olandesi sterminarono le popolazioni locali San, importando schiavi dall'Indonesia, dal Madagascar e dall'India, che andranno a costituire il gruppo etnico dei Coloureds.

Incursioni britanniche
Nel 1795 gli inglesi occuparono Città del Capo facendo della città la base di partenza per la penetrazione nel continente africano, durante la guerra Anglo-Olandese nel 1797. I boeri si dichiararono sconfitti, ed i Britannici annetterono la colonia del Capo nel 1805. Nacque una disputa per la compensazione all'abolizione della schiavitù imposta dai britannici nel 1835 e molti coloni afrikaner, si spostarono all'interno del paese, creando proprie repubbliche: la Repubblica del Natal, (che nel 1842 fu assorbita dagli inglesi), lo Stato Libero dell'Orange (Voortekkers, sotto la guida di A. Pretorius) e il Transvaal (che prese il nome di Repubblica Sudafricana, 1854). Una incursione di Voortrekker nella zona costiera del Natal viene respinta dagli Zulu con a capo Dingane, fratello di Shaka.

Nel 1873 gli inglesi posero alla guida della nazione Zulù Cetawayo, ma furono costretti ad attaccarlo, poiché egli costituiva un pericolo per i colonizzatori. Gli Zulù sbaragliarono gli inglesi presso Isandlwana, grazie alla conoscenza del territorio e alla loro abilità, tuttavia non approfittarono della vittoria per distruggere completamente gli avversari in ritirata. Cetawayo non provava interesse per le armi da fuoco e fece continuare i suoi sudditi a combattere con i sistemi tradizionali, che prevedevano il corpo a corpo. Così nelle successive battaglie gli uomini morivano a migliaia sotto i colpi della moderna artiglieria inglese. Occorsero tuttavia quattro anni di guerra estenuante e l'utilizzo di fucili a ripetizione perché gli inglesi riuscissero a catturare Cetawayo. La pace pose fine all'indipendenza degli Zulù: lo Zululand divenne nel 1887 colonia britannica e fu incorporato nel 1897 nel Natal.

Guerre Boere
La scoperta di diamanti nel 1867 e oro nel 1886 stimolarono l'immigrazione ed intensificarono il soggiogamento dei nativi. I boeri resistettero con successo agli attacchi britannici durante la prima Guerra Boera nel 1880- 81.
I boeri indossavano uniformi di color cachi, stesso colore della terra, mentre i Britannici usavano uniformi di colore rosso brillante, rendendoli facili bersagli. La situazione si era fatta così insostenibile per l'intransigenza del primo ministro della colonia del Capo, Cecil Rhodes, che voleva riunire l'intera regione sotto la bandiera britannica e del presidente boero P. Kruger tenace difensore dell'indipendenza boera; i britannici ritornarono in gran numero, senza le loro uniformi rosse, nella seconda guerra boera (ottobre 1899-1902). La guerra fu fortemente osteggiata dal Liberty Party nel Parlamento britannico perché non necessaria e costosa, ma le enormi vene di diamanti e di oro presenti nelle repubbliche boere guidarono i Tories per premere sulla guerra. I boeri resistettero strenuamente con tattiche di guerriglia, usando la maggiore conoscenza del terreno, per colpire rapidamente e sparire, ma i britannici riescirono a sopraffare le forze boere grazie al loro numero superiore, alla disponibilità di rifornimenti esterni e all'intervento del generale inglese F. S. Roberts.
I britannici bruciarono fattorie e raccolti per impedire il mantenimento dei guerriglieri boeri. Ridotti alla fame, molti afrikaners ritennero che fosse venuto il tempo della pace. Fu così firmato un trattato di pace a Pretoria il 31 maggio 1902.

Governo Britannico
Con il Trattato di Vereeniging viene dichiarata la sovranità britannica sulle repubbliche sudafricane ed il governo britannico si accollò il debito di guerra (3.000.000 £) dovuto dai governi afrikaner. All'olandese fu accordato uno statuto giuridico speciale (l'afrikaans non fu riconosciuta come lingua distinta).
Una delle disposizioni principali del trattato che conclude la guerra era che ai neri non sarebbe stato permesso di votare, tranne che nella colonia del Capo.

La gestione britannica tentò una "Anglicizzazione" della popolazione boera con l'educazione obbligatoria inglese, ma il programma fallì, generando soltanto rancore nei boeri ed il programma fu abbandonato quando i liberali vennero al potere in Gran Bretagna nel 1906. Avvenne in questo periodo il primo riconoscimento dell'afrikaans come lingua distinta dall'olandese.

Governo Afrikaner

Dopo quattro anni di trattative, fu creata l'Unione Sudafricana dalle repubbliche esistenti (Colonia del Capo, Natal, Stato Libero dell'Orange e Transvaal), il 31 maggio 1910, dominion autonomo in seno al Commonwealth, esattamente otto anni dopo la conclusione della seconda guerra boera. L'unione era ancora un territorio britannico, ma governata da Afrikaner.

Dopo aver partecipato a fianco dell'Inghilterra nella prima guerra mondiale e aver acquistato così grande prestigio internazionale oltre che un mandato della Società delle Nazioni per il controllo dell'Africa del Sud-Ovest, la Repubblica Sudafricana conobbe un periodo di agitazione interna a causa delle sempre più forte affermazione di elementi boeri nazionalisti sugli elementi inglesi. Nelle elezioni del 1924 l'inglese Smuts fu battuto dal boero Herzog, sostenitore di una politica razzista, che introdusse nel paese la segregazione razziale (apartheid) già in vigore nelle ex-repubbliche boere.
Nel 1931 il Parlemento inglese vota lo Statuto di Westminster, che dà piena indipendenza al Sudafrica. Nel 1939 tornò al potere Smuts.
Il Sudafrica si alleò all'Inghilterra nella seconda guerra mondiale, le truppe sudafricane combatterono in Etiopia, Africa settentrionale ed Europa.
Ottenne di annettere alla Repubblica Sudafricana l'ex-colonia tedesca dell'Africa del Sud-Ovest, che, nel 1949, con l'elezione di propri rappresentanti, diviene una provincia della repubblica.

Apartheid

L'Unione operò una politica sempre più rigorosa di segregazione razziale con perdita dei diritti civili delle popolazioni nere, specialmente dopo la vittoria elettorale dell'ala destra del Fronte Nazionale nel 1948 coi governi di Daniel François Malan (1948-1954), Johannes Gerhardus Strijdom (1954-1958) e Hendrik F. Verwoerd (1958-1966). Questa politica, nota come apartheid, causò gravi contrasti interni e alienò al Sudafrica il sostegno della comunità internazionale, fino alla condanna da parte delle Nazioni Unite nel 1961 e la scelta di imporre sanzioni economiche. Le opposizioni nere, tra cui l'African National Congress (ANC), messe fuori legge, furono costrette a passare alle azioni. L'ANC si limitò a obiettivi strategici come distruggere le centrali elettriche (motivo di arresto del futuro presidente Nelson Mandela). Ma i peggiori atti di violenza furono commessi dallo stesso governo, che soffocò con il pugno di ferro le proteste contro il regime. Nel 1975 la situazione di tensione avrebbe portato alla rivolta di Soweto. Nel marzo 1966 Verwoerd viene rieletto, me in settembre viene assassinato in una seduta parlamentare e Balthazar J. Vorster diventa primo ministro. Nell'ottobre 1966, l'ONU vota la fine del mandato del Sudafrica sull'Africa del Sud-Ovest, ma il Sudafrica non riconosce questo atto della Nazioni Unite. Vorster rimane in carica fino al 1970.

Transizione verso un governo di maggioranza
Gli anni 90 portarono alla fine dell'apartheid, con la liberazione di Nelson Mandela l'11 febbraio 1990 decisa da F.W. de Klerk e con l'introduzione di elezioni democratiche tenute il 27 aprile 1994, che portarono alla presidenza Nelson Mandela, succeduto in seguito da Thabo Mbeki. Il Sudafrica aggiunse 9 lingue africane native all'afrikaans e all'inglese come lingue ufficiali, portando il totale a 11.

L'era post-apartheid
Subito dopo le elezioni, il governo dell'ANC adottò una politica di ricostruzione e di sviluppo che puntava a ricostruire l'economia. Questa politica fu sostituita dal GEAR, più conservatrice, utilizzando l'investimento estero. Il cambiamento fu molto controverso e causa di tensioni fra l'ANC e i suoi alleati di governo (South African Communist Party, sindacato COSATU).

Malgrado questi sforzi di miglioramento, l'economia nazionale rimase pigra. Nel maggio 2003, l'inflazione era all'11,2%, con il Rand che scese a meno della metà rispetto a dieci anni prima (rispetto al dollaro USA). Le riserve straniere rimasero basse. Il tasso di disoccupazione rimase a quasi il 30% della popolazione attiva | Dati economici del Sudafrica. Approssimativamente il 60% della popolazione vive sotto la linea di povertà, guadagnando un reddito 250 Rand (circa 30$ USA, fonti febbraio 2003), o anche meno, al mese]. La disparità economica rimane un problema; più del 50% della popolazione riceve l'11% del reddito annuale nazionale; mentre il 7% della popolazione riceve oltre il 40% del reddito del paese | Povertà e disuguaglianza in Sudafrica.

Con il declino del pugno di ferro afrikaner, il crimine in Sudafrica è cresciuto. La causa principale di morte per i maschi tra i 15-21 anni è l'omicidio. Johannesburg ha il più alto tasso di crimine registrato tra tutte la città nel mondo. Purtroppo, tra gli effetti secondari del post-apartheid nella situazione economica in Sudafrica ci sono le chiusure di molti ospedali, istituzioni artistiche e scientifiche. Quelli che restano hanno ristretto il budget e sono mantenuti da sottoscrizioni popolari. Ci sono state accuse di corruzione di alti funzionari governativi, e lo scandalo coinvolse anche il ministro della difesa Tony Yengeni e la Daimler-Chrysler Aerospace. Tuttavia, la maggior parte di questi scandali non provocò le dimissioni dei funzionari interessati e in molti hanno perso la fiducia nel clima politico sudafricano.
Un piccolo numero di organizzazioni terroristiche di destra stanno operando in Sudafrica. Si oppongono al governo di maggioranza nero e tentano un ritorno all'apartheid e al dominio politico afrikaners. Ci sono state bombe a Soweto nel 2002, con arresti di presunti membri del gruppo Boeremag. La condizione economica del Sudafrica sembrò stabilizzarsi negli anni (1999-2003), mantenendo comunque la leardship di maggior paese industriale del continente africano, con la più grande concentrazione di industrie alimentari. Inoltre è l'unico stato dell'Africa che utilizzi l'energia nucleare in ogni forma.

Geografia

Il territorio sudafricano comprende tutta la porzione meridionale dell'"Africa alta", a sud della valle del Limpopo e della depressione del Kalahari. Esso poggia su un antichissimo zoccolo di rocce cristalline precambriane, venate da ricchi filoni auriferi e uraniferi nella regione del Witwatersrand (Transvaal); in gran parte però tale substrato è ricoperto da sedimenti della formazione detta del Karroo diffusa in tutta l'Africa meridionale ma caratteristica sopratutto della regione del Capo. Di età da carbonifera (Paleozoico) a giurassica (Mesozoico), tali strati raggiungono anche i 7.000 m di potenza; sono anch'essi economicamente assai importanti per la presenza di vasti giacimenti carboniferi. Di struttura perciò essenzialmente tabulare, il territorio sudafricano si corruga solo nell'estrema sezione meridionale del Capo, dove si allinea, per effetto dell'orogenesi ercinica, una serie di catene, con allineamento per lo più da est a ovest, separate da lunghe valli; nelle depressioni formate dal corrugamento capide si stendono appunto il Grande Karroo e il Piccolo Karroo.

L'elemento morfologico prevalente è però l'orlo rialzato dell'altopiano; benché in più punti smembrato dall'erosione (il principale agente modellatore del territorio, che non fu più interessato da ingressioni marine dopo il Paleozoico, salvo lievi episodi marginali) in massicci isolati, come il Tafelberg (1.914 m) e il Kompasberg (2.504 m), il ciglio continentale forma una imponente muraglia a est, con i Monti dei Draghi, o Drakensberg, caratterizzati da potenti effusioni basaltiche e con varie cime superiori ai 3.000 m (le massime quote si trovano però nel Lesotho). Verso ovest tale margine rialzato, il Great Escarpment o Grande Scarpata, si abbassa progressivamente fino ai ripiani terrazzati della costa occidentale, mentre verso sud è fronteggiato dalle menzionate catene del Capo. Una stretta fascia alluvionale costiera orla quasi tutto il paese; la costa è molto regolare e generalmente importuosa, salvo che nella zona meridionale dove le catene del Capo si affacciano direttamente sul mare. Qui l'erosione marina ha intagliato un modo pittoresco i rilievi arenacei, originando una successione di promontori, con coste a falesia, e di brevi tratti di coste basse; il famoso Capo di Buona Speranza è però un antico isolotto roccioso saldatosi al continente. Piuttosto monotoni sono i tavolati dell'interno, di altezza media tra i 1.200 e i 1.800 m.

Fanno parte del Sudafrica anche due isole antartiche situate circa 1.770 km a sud-est di Port Elizabeth, le isole del Principe Edoardo.

Idrograficamente il paese, pur diviso tra diversi bacini, tributa essenzialmente nell'Oceano Atlantico, soprattutto tramite l'Orange (1860 km), il principale fiume nazionale, che nasce nel Lesotho e il cui vasto bacino (1.020.000 km²) corrisponde a buona parte degli altipiani; il corso del fiume è però accidentato da rapide e cascate che ne rendono diffile la navigazione, ostacolata inoltre dal regime assai irregolare. Tra i suoi affluenti una certa importanza hanno il Vaal (1.200 km) e il Molopo (circa 1.000 km) che segna per lungo tratto il confine col Botswana ma che è quasi sempre asciutto. Scende all'Atlantico anche l'Olifants.

Tra i tributari dell'Oceano Indiano il principale è il Limpopo (1.600km): l'irregolarità del del profilo e del regime ne pregiudica però la navigazione. Gli altri fiumi nascono quasi tutti dalla Grande Scarpata e presentano un andamento normale alla costa (fra i molti è celebre il Tugela che si origina ai confini col Lesotho e forma, con una serie di salti, le cascate omonime) tranne quelli della zona del Capo, dove il rilievo li costringe a lunghi percorsi longitudinali. Tra i laghi del Sudafrica vi sono il Grootvloer, formato dal fiume Sak che però è pressochè asciutto per gran parte dell'anno e il lago Sain Lucia nei pressi di Durban.

Clima

Il clima è notevolmente vario in rapporto sia alla grande estensione territoriale, sia all'altitudine, sia all'esposisizione al mare. La latitudine subtropicale e il profondo influsso marittimo sono all'origine del clima mediterraneo che caratterizza l'apice meridionale del territorio sudafricano: qui le temperature sono miti e le precipitazioni superano i 600 mm; le piogge sono legate all'avanzata di fronti freddi di origine antartica durante l'inverno, mentre quasi tutto il resto dell'Africa australe nello stesso periodo è sovrastato da un'area anticiclonica che impedisce l'afflusso di masse d'aria umida degli oceani circostanti.

Al contrario, d'estate, quando in ambito continentale si instaurano condizioni di bassa pressione, le masse d'aria umida provenienti dall'Oceano Indiano al seguito dell'aliseo di sud-est investono le coste orientali e la Grande Scarpata irrorandole di abbondanti precipitazioni (1000-1500 mm). In particolare il Natal gode di un clima caldo umido, che fa di questa provincia l'area più favorevole alla coltivazione di colture tropicali. Man mano che si prosegue verso l'interno le precipitazioni diminuiscono: sugli altopiani si aggirano sui 500-800 mm annui. In modo più netto si riducono proseguendo verso ovest fino a toccare i 60 mm a Port Nolloth, sull'Atlantico. Le escursioni termiche, sensibili sugli altopiani, sono alquanto contenute sulle coste.

Settori Economici

Agricoltura
Come in genere tutti i settori produttivi del paese, anche nell'ambito dell'agricoltura l'intervento del governo è stato decisivo; esso si è soprattutto esplicato nei provvedimenti presi per assicurare un sufficiente approvvigionamento idrico in un territorio che perde, per evaporazione o per straripamento, la maggior parte delle acque convogliate dai fiumi. Sin dal 1971 opera la Water Research, commissione istituita appunto per coordinare e promuovere le più opportune ricerche e salvaguardie idrologiche; ma già nel 1966 era stato varato un grandioso progetto per la sistemazione della valle del fiume Orange, con la creazione di tre grandi laghi artificiali in grado di alimentare 20 stazioni idroelettriche nonche una vasta rete di canali. Nel complesso il 13,6% della popolazione attiva è occupata nel settore agricolo. Arativo e colture arborescenti ricoprono il 10,8% della superficie territoriali; un quarto di questi corrispondo al "triangolo del mais" tra Mafikeng, il Lesotho e lo Swaziland, sono destinati al mais, che in parte è esportato. È invece destinata eminentemente al mercato interno la produzione, molto inferiore, del frumento (15-20 milioni di q), diffuso sopratutto nel settore sud-occidentale della Provincia del Capo e nella parte orientale dello Stato Libero dell'Orange; tra i cereali minori figurano il sorgo (4 milioni di q), l'orzo, l' avena, il Miglio. Sempre al mercato interno sono destinate le patate (12,5 milioni di q) e varie colture orticole ( pomodori, piselli, cipolle, fagioli, ecc.). Abbastanza netta è, come in altri stati africani, la demarcazione tra agricoltura di sussistenza e la ben più fiorente agricoltura industriale di piantagione; qui al primo posto si colloca la canna da zucchero (22 milioni di q di zucchero prodotti annualmente), concentrata nella fascia costiera del Natal, cui fanno seguito il tabacco (340.000 q) , prodotto soprattutto nel Transvaal e in talune zone della Provincia del Capo, e il cotone (1,5 milioni di q tra fibra e semi), diffuso negli altopiani. Importantissima è infine la frutticoltura, in buona parte destinata all'esportazione e che, grazie alla varietà delle condizioni climatiche presentate dal paese, consente la crescita di specie sia proprie delle aree temperate sia tipiche di quelle tropicali. La vite (14,6 milioni di q di uva) prospera nella cuspide sud-occidentale della Provincia del Capo e da elevati quantitativi di vini molto pregiati (9,4 milioni di hl annui); sempre nella provincia del Capo si coltivano mele (4,5 milioni di q), pesche (1,7 milioni di q), pere, prugne, albicocche. L'agrumicoltura (6,5 milioni di q tra arance, pompelmi e limoni) è ottimamente rappresentata, oltre che nella Provincia del Capo, nella fascia costiera del Natal specie attorno a Durban; sempre nell'area costiera del Natal si produce frutta tropicale (ananas 2,6 milioni di q, banane 1,8 milioni di q, manghi, papaie, ecc.). Ben sfruttate sono anche le non cospicue risorse forestali che forniscono annualmente 19 milioni di m³ di legname, coprendo il 90% del fabbisogno interno.

Allevamento
Nel complesso per le sue caratteristiche climatiche la Repubblica Sudafricana si presta all'allevamento del bestiame: ben il 66% del territorio nazionale è occupato da prati e pascoli permanenti, La distribuzione attuale del bestiame è condizionata dalla estensione e dalla natura dei pascoli; così i bovini (11,9 milioni di capi) sono concentrati nelle aree più umide dell'est e del nord (Natal, Transvaal, sezione orientale della Provincia del Capo, Orange settentrionale); più importante è l'allevamento degli ovini (32,6 milioni di capi), che si accontentano di pascoli magri e aridi e che sono quindi diffusi in tutta la vastissima regione centrale. Il Sudafrica è un grande produttore di lana (500.000 q l'anno); ma gli ovini forniscono pure le pregiate pelli karakul. Fra i caprini (5,8 milioni di capi) sono di particolare rilievo le capre d'angora (1 milione); si allevano inoltre suini, cavalli e volatili da cortile.

Pesca
Anche la pesca (878.000 t annue) riveste notevole importanza, essendo un settore modernamente attrezzato e organizzato; i prodotti più abbondanti (sardine, acciughe, sgombri, merluzzi) sono tratti dalle fredde acque atlantiche.

Risorse minerarie

Oro e diamanti
Il Sudafrica è per tradizione il paese dei diamanti e dell'oro; tuttavia le sue risorse sono molto più varie e in taluni casi grandiose. Benché sia ormai estratto a notevole profondita e quindi a costi crescenti, l'oro (650-700.000 kg annui, 62% della produzione mondiale) è una sbalorditivo primato sudafricano; l'area di estrazione più famosa è il Rand (Transvaal); ad essa si sono aggiunti numerosi altri giacimenti, come quelli di Odendaalsrus e di Elsburg: si tratta nel complesso di una cinquantina di miniere. I minerali auriferi contengono anche una notevole quantita di uranio, che viene lavorato in diversi impianti (6.500 t di ossido di uranio); rilevantissima anche l'estrazione di argento (161.000 t). Quanto ai diamanti, lo stato ha una produzione colossale (8,7 milioni di carati tra gemme vere e proprie e diamanti industriali); tale attivita fa capo alla compagnia De Beers, che controlla gran parte del commercio mondiale delle pietre. Per i diamanti vanno soprattutto ricordate le miniere di Kimberley (Provincia del Capo), Premier (Transvaal), Jagersfontein e Koffiefontein. Diamanti alluvionali si estraggono dal letto del Vaal e presso Port Nolloth alla foce dell'Orange; con imbarcazioni appositamente attrezzate vengono estratti diamanti anche dal fondo del mare. All'oro e ai diamanti si deve aggiungere il platino (78.500 kg).

Carbone e petrolio
Importanti sono anche i giacimenti di carbone (174 milioni di t); la più cospicua area carbonifera si estende dal Natal fino a comprendere tutto il Transvaal centrale; altre miniere si trovano nello Stato Libero d'Orange. I primi ritrovamenti di una certa entita di petrolio, ubicati nei fondali sottomarini al largo delle coste del Capo, sino al 1982, ma il petrolio rinvenuto non è sufficiente perché ne risulti economica l'estrazione. In effetti quasi la metà degli idrocarburi impiegati non sono provenienti dal petrolio, ma sono dei succedanei ottenuti per sintesi dal carbone nei colossali impianti dei complessi SASOL (South African Coal, Oil and Gas Corporation). Altri minerali.

Anche per i minerali metalliferi la Repubblica Sudafricana è dotatissima, specie per quelli di ferro (15,6 milioni di t), presenti soprattutto nel Natal, ma ancor più per la cromite (1,9 milioni di t, secondo produttore mondiale), il manganese (1,4 milioni di t, secondo produttore mondiale) e l'antimonio (5.260 t, quarto produttore mondiale); cospicua è anche la produzione di vanadio (16.300 t) e di nichel (30.000 t). A grande distanza rame (209.000 t), stagno, tungsteno. Tra i minerali non metalliferi prevalgono l'amianto (146.000 t), i fosfati naturali (2,9 milioni di t), la mica e lo zolfo. Grandiose saline (626.000 t di sale) si trovano a Port Elizabeth e a Brantford.

 

Ricavato da "http://it.wikipedia.org/wiki/Sudafrica"

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